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WorkLab Produrre etichette di buona qualità, anche a casa Veste professionale per CD casalinghi A cura di Massimo Imperiali
Il masterizzatore è, oggi, un irrinunciabile accessorio anche per il computer casalingo. Anche i DVD-writer cominciano a fare la loro prima timida comparsa. È prevedibile che, fra non molto, tutti avranno a casa almeno uno dei due. Diventa infatti sempre più difficile condividere informazioni utilizzando gli ormai obsoleti dischetti. Basti infatti pensare che una normalissima relazione scritta con un programma di videoscrittura o anche una presentazione elaborata, ad esempio, con Powerpoint hanno un peso in byte generalmente al di fuori della portata del vecchio floppy. Fare un cd è spesso l’unico modo per distribuire documenti che, come i tempi richiedono, contengono spesso decine e decine di pesanti immagini. Nasce, a questo punto, il problema di dare ai cd autoprodotti una veste professionale anche dal punto di vista grafico. Oltre che per proprie necessità estetiche, questo è quanto mai importante nel caso in cui il cd realizzato, sia pur in maniera artigianale, debba essere distribuito ad un cliente o al nostro datore di lavoro. Quasi tutti i moderni software di masterizzazione consentono di associare al progetto del cd anche quello della grafica di copertina. I problemi nascono nel caso si voglia dotare il cd anche della classica etichetta che, nei prodotti industriali, è serigrafata direttamente sul supporto.
La soluzione più semplice La strada più semplice che è possibile percorrere è quella delle etichette autoadesive. In questo caso, indipendentemente dalle caratteristiche del supporto vergine, è possibile stampare la grafica con una normalissima stampante (tipicamente a getto d’inchiostro) su un sottile foglio di carta adesiva. Esistono in commercio dei fogli già pronti all’uso, con le etichette già pre-tagliate nella giusta forma e dimensione. Una consigliata evoluzione di questo tipo di approccio è rappresentata da una serie di utensili meccanici che consentono di attaccare facilmente e soprattutto nella giusta posizione l’autoadesivo sul cd. Fra questi citiamo, a titolo di esempio, PRESS-IT ( http://www.pressit.it), CD Stomper (http://www.cdstomper.com), UFO CD (http://www.ufocd.com) e, infine, il Waitec WT Kit (http://www.waitec.it). Un’utile raccomandazione è quella di fare particolare attenzione alle etichette dal momento che, generalmente, devono essere acquistate della stessa marca dell’utensile.
La soluzione professionale Applicare un corpo estraneo, sia pur sottile, su un disco che ruota così velocemente può però essere un rischio. Particolare attenzione, infatti, deve essere riservata tanto alla perfetta centratura quanto alla uniformità e resistenza dell’incollaggio. In caso contrario potremmo andare incontro ad un’errata rotazione del cd e quindi a problemi di lettura o, peggio, al pericolo di danneggiare il drive. Per ovviare a questi problemi sono state immesse sul mercato delle speciali stampanti in grado di trasferire la grafica direttamente sul cd (ovviamente sul lato non inciso). Unici nei sono la necessità di utilizzare supporti vergini appositamente pensati per essere stampati (comunque facilmente reperibili) e, come prevedibile, il costo della periferica spesso non trascurabile, almeno in ambito non professionale. Per ulteriori dettagli consigliamo di visitare i siti dei produttori, fra cui, a puro titolo di esempio, Seiko Precision ( http://www.seiko-precision.com), Copytrax (http://www.copytrax.com) e Primera (http://www.primeratechnology.com). |