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Informatica: Reportage Anche quest’anno si è tenuta la versione europea del Tech-Ed 2001. In questo reportage: novità, curiosità e soprattutto riflessioni sui contenuti della manifestazione. Microsoft Tech-Ed 2001 a Barcellona di Marco Caridi
La versione europea di uno degli eventi più attesi da professionisti di tutto il mondo, il Tech-Ed 2001, quest’anno si è tenuta in una delle città più vibranti d’Europa: Barcellona. Con oltre 240 sessioni distribuite in 4 giornate d’intensa attività più gli hands-on labs e circa 7.500 iscritti, il Tech-Ed 2001 Europe ha offerto importanti informazioni tecniche e novità su tecnologie di sviluppo e prodotti dedicati alle famiglie di sistemi operativi Windows 2000 ed il nuovissimo Windows XP (al secolo Whistler). Oltre 200 espositori hanno inoltre presentato i loro prodotti ed i loro servizi offrendo la possibilità ai partecipanti di incontrare sviluppatori e solution provider rappresentativi delle rispettive case. A parte le sessioni dedicate a prodotti appartenenti alle famiglie dell’E-Business e del Web Collaborating Solutions (tra cui Sharepoint Portal Server e Biztalk), ed altre invece dedicate al già citato sistema operativo Windows XP per il resto le discussioni sono state tutte incentrate sulla nuova piattaforma .NET, e non poteva essere altrimenti. Dalla conferenza è emerso inoltre un messaggio chiaro e forte: la casa di Redmond punta su .NET per portare a termine un ambizioso piano caratterizzato da una massiva re-ingegnerizzazione delle modalità di distribuzione dei prodotti e dei servizi da parte delle aziende operanti nel settore dell’IT, ma ancor più di come, tali aziende, si aspettano che i loro clienti lavorino in futuro. Tutto questo è, da un parte un framework creato per seguire l’evoluzione di Internet rispetto a come lo conosciamo oggi; dall’altra una chiara strategia di marketing per conquistare una fetta importante del mercato dei prossimi anni. In passato molti hanno criticato Microsoft per la sua lentezza nell’intraprendere nuove strade ed implementare nuove idee ricadendo il più delle volte nel covering delle idee altrui. A questo punto però sembra essere chiaro il segno di cambiamento anche in quest’ottica: con .NET Microsoft è un’ottima candidata ad essere regina della re-invenzione del modo di fare business quotidiano di domani. Queste sono state le sensazioni di molti che come me, giorno dopo giorno, sessione dopo sessione, partecipando alla manifestazione si sono convinti sempre più del fatto che da una parte .NET è una cosa serie di cui non si potrà fare a meno in futuro e per questa ragione è bene prenderne possesso sin da subito; dall’altra c’è da convincersi che tale nuova tecnologia richiede di essere "digerita" dai vari team di sviluppo giacché, ahimè, alcuni dei milestone di Windows sono destinati a tramontare o al massimo ad essere relegati in una nicchia particolare.
Il concetto di servizio Un passo importante ed utile per muovere i primi passi verso .NET è di comprendere il contesto in cui nasce e soprattutto le innovazioni che si prefigge di portare rispetto allo stato attuale dell’arte dello sviluppo software. A tal proposito si osservi il fatto che, mentre le architetture software di oggi sono basate sui componenti (nel senso COM della parola), la nuova piattaforma .NET battezza al ruolo di leadership il concetto di servizio. Si tratta di un nuovo tipo di componente, figlio del dolce connubio tra HTTP e XML (un po’ come SOAP) ed implementabile con diverse tecnologie quali ASP.NET, che costituisce il punto di partenza per il disegno delle soluzioni software di domani. Entrare nel merito dell’argomento esula dai propositi di quest’articolo; è opportuno però sottolineare come la fase di creazione di un servizio sia in primis caratterizzata dalla definizione della sua interfaccia. Scritta in una forma specializzata di XML e definita dall’acronimo WSDL (Web Service Definition Language), tale interfaccia caratterizza in maniera completa il servizio stesso in modo tale che questo possa essere utilizzato senza richiedere al consumer di accederne all’implementazione. Una conseguenza diretta di questo nuovo approccio consiste nel fatto che, mentre sino ad oggi grazie alle architetture basate sui componenti l’obiettivo primario è stato da sempre quello di cercare di migliorare la produttività nello sviluppo e nella progettazione del software sfruttando le principali caratteristiche di questa scuola di pensiero, nel mondo basato sui servizi gli aspetti principali sono invece quelli di:
Nel corso delle sessioni sono stati presentati esempi concreti di aziende che stanno già progettando e realizzando servizi web per i propri clienti basati su queste nuove tecnologie. Molto accattivante è stato quello relativo alla pubblicazione online degli orari e dello stato dei voli di un’importante compagnia aerea europea.
Il tramonto di un eroe Un altro passaggio saliente del Tech-Ed è stato scoprire l’inizio della fine di una delle tecniche di sviluppo che hanno caratterizzato gli ambienti tecnici di tutto il mondo negli ultimi anni: il Component Object Model. Fino ad ieri (o oggi se si preferisce!) si pensava che COM fosse la medicina giusta per risolvere problematiche tipiche per chi sviluppa software per Windows: astrarsi dal linguaggio, dalla piattaforma, gestire correttamente il versioning, riusare il codice migliorando la produttività (obiettivo quest’ultimo centrato sicuramente in pieno, non a caso è stato coniato lo slogan "riusiamo il compilato piuttosto che il codice sorgente!"). In parte sicuramente tale modello è riuscito nei suoi intenti, ciò nonostante a Redmond hanno deciso di segnare il passo di questa tecnologia. Del resto è risaputo come l’indipendenza di COM dal linguaggio sia da sempre una mezza falsità; per esempio sviluppare un oggetto COM in VB risulta semplicissimo; semplice al punto tale che solo una piccola percentuale di sviluppatori sa cosa realmente accade nel sistema quando si usa, per esempio, la funzione CreateObject(); in contrapposizione sono da menzionare le pene di chi, come il sottoscritto, ha sempre dovuto battersi per sviluppare oggetti COM più "leggeri" possibile, dapprima con MFC poi con ATL ed infine, da buon masochista, in C++ puro senza accorgersi di penalizzare fortemente la produttività. Non parliamo poi di quella schiera (spero non troppo folta!) di sviluppatori che, grazie a COM, hanno prodotto più bug che software (oggetti che allocano all'infinito la memoria mandando in fault un server dopo pochi giorni di attività!). Per queste ragioni e chissà per quali altre, Microsoft ha pensato bene di semplificare il modello COM mantenendo comunque fede ai suoi propositi (riuso del compilato, versioning, language indipendence ecc.) ri-costruendo e ri-pensando in toto un nuovo runtime: Common Language Runtime.
Le Sessioni Sessione dopo sessione i dubbi e le incertezze su quello che sarebbe stato il futuro aumentavano sempre più. Insieme ai dubbi anche un senso di torpore attanagliava l’animo di tanti che come me hanno dedicato anni a pensare e ragionare in termini di COM e che dovevano accettare che in casa Microsoft qualcuno aveva ormai deciso di cambiare strada. Ma come nei migliori cartoni animati c’è sempre un super-eroe a salvare il popolo, così è stato anche al Tech-Ed. Le sessioni tenute da Don Box (condite di sano flamenco spagnolo e bolle di sapone!) hanno dato le risposte ai quesiti sorti nei giorni precedenti risollevando abbastanza gli animi dei più. Ma ci voleva proprio un personaggio Not-Microsoft per chiarire le idee annebbiate dalle sessioni tenute dai personaggi Microsoft? Pare proprio di si. A poche decine di minuti dalla partenza del volo che ci avrebbe ricondotto a casa eravamo ancora lì attoniti ad assistere allo show. Ed è stato allora che finalmente sono stati chiariti tutta una serie di dubbi e svelato gran parte dell’arcano. Ci si è convinti ad esempio che:
Fatte queste premesse la parola passa alle strategie ed alle scelte delle aziende che intendono competere in questi settori.
Conclusioni Concludiamo l’articolo tentando di dare una risposta al seguente quesito: "Come .NET può cambiare il modo di fare business delle aziende?" Le opinioni su .NET sono tante e quindi altrettante le possibili risposte. Tra queste sicuramente è vero il fatto che .NET è una rappresentazione del processo di accelerazione della diffusione del calcolo distribuito utilizzando come mezzo Internet. Il mondo diventa sempre più il target di ogni impresa, indipendentemente da quelle che sono le reali dimensioni della azienda stessa. Conseguenza immediata di questo è l’esigenza di condividere informazioni, moduli ecc. rendendoli disponibili anche tra piattaforme differenti e fornire inoltre flessibilità ed estensibilità all’esperienza dell’utente. .NET par essere pensata proprio per tali obiettivi. Rimane il fatto che il Tech-Ed 2001 è terminato da poche settimane e già sul sito Microsoft è presente la locandina per registrare il proprio nome ed il proprio interesse al Tech-Ed 2002. Di cosa si parlerà? Con ogni probabilità fino al 2010 l’argomento principale sarà ancora .NET.
Marco Caridi, laureato in Ingegneria Elettronica presso l’Università "La Sapienza" di Roma, è un analista software orientato alle tecnologie windows ed al Web. È attualmente dipendente presso la Softec S.p.A. del gruppo Dada dove si occupa prevalentemente di analisi e sviluppo di progetti Internet.
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